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giovedì 13 giugno 2013

All star borchiate by me

Ciao carissimi..
già qualche tempo fa mi dilettai a borchiare una vecchia giacchetta di jeans..che condivisi anche con voi qui sul blog... e questa primavera, dato che mi erano avanzate un pò di borchie (ne avevo ordinate anche troppe) ho deciso di borchiare le tanto amate all star!!
Ho scelto di borchiarne un paio sul rosa.. modello basso... scegliendo un pò il contrasto:
 rosa --> bambolina VS borchia --> peperina :))
Delle borchie che ho usato soltanto alcune sono a vite ( dato che non ho lo strumento adatto per bucare i tessuti è risultato un pò difficoltoso...) e le altre sono quelle che si fissano facilemente (piegandole dietro...)
Ho deciso di borchiarle per dargli un tocco diverso, e originale...ma sopratutto unico... perchè di all star borchiate ce ne sono molte in giro...ma non come le mie :D
Vi posto alcune foto!
Enjoy it!


Xoxo

Lisa

mercoledì 31 ottobre 2012

Oppela... un modo di vivere: intervista all'ideatore!!!

Ciao cari lettori... 
è da un pò di tempo che ho in serbo per voi un post.. e finalmente ho avuto un pò di tempo per scriverlo.. 
Quando ancora faceva caldo, nelle belle giornate di mare settembrine, al Cinquale (Massa) ho incontrato Giuseppe, il protagonista di questo post.
Vi riporto l'intervista e capirete meglio di cosa si tratta..







L: Ciao Giuseppe,  cosa significa "OPPELA"? 

G: "Oppela" è un'esclamazione, molto usata in Toscana, che prende origine dal classico "OPS" oppure "oh perbacco". Ma per noi, gruppo di amici, ha un significato a 360° ed è diventato una sorta di motto, che poi è diventato questo logo.

Sostanzialmente è momento di evasione, uno stile di vita, un modo di essere.

Ci siamo accorti che lo usano molte altre persone e che intorno a noi le persone hanno iniziato a interessarsi alle nostre magliette.

L: Quando è iniziata l'avventura con OPPELA?

G: L'idea è nata nel 2009, per cercare di dare un'identità ad un gruppo di amici.

L: Quindi Oppela è sia un logo, che un motto identificativo del vostro gruppo; é importante per un gruppo avere qualcosa che lo tenga unito e che permetta alle diverse soggettività di sentirsi parte di una collettività con la quale condividere qualcosa. Adesso come intendi far conoscere questo logo?

G: Oppela è simpatia e divertimento. Quindi abbiamo centrato la nostra attenzione su prodotti che hanno a che fare con il tempo libero.
Attraverso borse mare, borse da palestra, t-shir, cappelli, felpe, adesivi.
Inoltre cerchiamo di diversificare con diverse tessuti di maglie e colori a seconda della stagione.
Tutta la merce è di buona qualità italiana, ci riforniamo a Perugia.

L: Il logo com'è nato?

G: Da un'idea di rivoluzione e libertà sempre legata all'idea dell'amicizia e del volersi bene. Molti amici, e amici di amici hanno portato il nostro logo e così si spera di far conoscere sempre di più "oppela".

L: bene, in effetti il worth of mouth è ancora un ottimo mezzo di marketing :) . Ma al giorno d'oggi giocano un ruolo fondamentale i social network... immagino che voi li usiate molto.. Puoi dare qualche info in più ai lettori che vogliono vedere le vostre idee e seguire "Oppela" sui social network?!

G: Certo.. se volete seguire fashionandfun Oppela potete seguirci in facebook e su Twitter.
Link :Oppelaaaa

Ciao a tutti e grazie Giuseppe!!!


XOXO 
Lisa

giovedì 22 marzo 2012

La piramide dei bisogni



Ciao cari lettori e ben venuta primavera!!Scusate l’assenza… eccomi di nuovo qui, con in serbo un po’ di post per voi… Inziamo da quello di oggi in cui vi parlerò della piramide di Maslow, così cara, a me, e a tutti i miei amici psicologi. La piramide di Abraham Maslow è un modello in cui il grande psicologo crea una gerarchia dei bisogni che spingono l’uomo nelle sue attività quotidiane.
In particolare, sono 5 i livelli di bisogni che l’essere umano percepirebbe, ordinati in funzione della loro complessità:
·       Fisiologici: fame, sete, etc
·      Di sicurezza: salvezza, protezione, etc.
·      Di appartenenza: affetto, identificazione, etc.
·      Di stima: prestigio, successo, etc.
·      Di auto-realizzazione: realizzazione del sè.

Al tempo del web e delle nuove tecnologie che connettono centinaia di milioni di persone, la piramide è stata già rivisitata una volta  prendendo in considerazione le piattaforme 2.0. E’ da pochissimo uscita la versione aggiornata, che inserisce anche la new entry G+ e dà maggiore peso alle piattaforme di blogging, ideali per dare sfogo alla propria creatività e soddisfare dunque lo scalino di bisogni più importante e elevato. Un’altra novità è la considerazione dei social media a partire dai bisogni di sicurezza, tralasciando la loro importanza per le necessità fisiologiche.
 Interessante vero?!

martedì 17 gennaio 2012

Comunicare attraverso l'abbigliamento #2


 In tema alla men fashion week a Milano, diversi stili e diversi colori
comunicano qualcosa di diverso.
Come ho già fatto presente nel post precedente, l’aspetto esteriore e quindi l’abbigliamento forniscono dei segnali che vengono da noi interpretati e associati a determinate caratteristiche, ovviamente in base alla nostra cultura di riferimento. Dunque, un’importante fase nel processo di comunicazione è quella della decodifica, nella quale attribuiamo un valore all’altro (per esempio alla scelta dell’abito) attraverso un processo di selezione, organizzazione e interpretazione dei segnali percepiti, influenzato da diversi fattori:
 Sensibilità fisica: per esempio la simpatia/antipatia verso un colore ci farà giudicare diversamente gli abbinamenti scelti dal nostro interlocutore; chi è esperto di moda sarà più sensibile a determinati capi o accessori griffati.
Attenzione selettiva: i segnali che percepiamo non vengono colti tutti allo stesso livello di consapevolezza.
Categorizzazione: ciò che spesso attrae la nostra attenzione sono soprattutto quei segnali che per noi hanno un significato perché collegati a uno schema mentale preesistente. Grazie a questo processo si organizzano i segnali e si attribuisce loro un significato.
Ovviamente nella decodifica di un messaggio intervengono diversi fattori quali:
Contesto e aspettative: bisogna fare attenzione all’interpretazione dell’abbigliamento a seconda della situazione all’interno della quale ci troviamo (per esempio fare la spesa, piuttosto che presenziare a una serata di gala…);
Atteggiamenti: ci influenzano, poiché giudichiamo positivamente ciò che è congruente con i nostri pensieri e negativamente ciò che è dissonante;
Personalità: alcune dimensioni della personalità possono influenzare la decodifica dell’aspetto esteriore e di conseguenza la sua valutazione.
Dunque, l’abbigliamento è una forma di comunicazione non verbale e come tale svolge alcune funzioni: segnala i nostri atteggiamenti nei confronti degli altri e di noi stessi (sé), è un mezzo per esprimere emozioni, per presentarsi e per enunciare la propria identità (Pizza P, 2010).



Pizza, P (2010) Psicologia sociale della moda. Abbigliamento e identità.